venerdì 25 maggio 2018

30 Maggio. La questione coloniale in Palestina e Medio Oriente



Organizzato da Sardegna Palestina
Mercoledì 30 Maggio dalle ore 17:30 alle ore 20:30
Ex Liceo Artistico, Piazza Giovanni Maria Dettori 9 – Cagliari

Colonialismo in Palestina: un fenomeno niente affatto concluso, ma che continua a plasmare la vita, la lotta e la politica del popolo palestinese.

Ne parliamo mercoledì 30 all`Ex Art di Cagliari con:

Mjriam ABu Samra (Universiy of Oxford)
Wasim Dahmash (Associazione Amicizia Sardegna-Palestina)
Ruba Salih (SOAS - University of London)

Coordina Anna Maria Brancato
(Associazione Amicizia Sardegna Palestina)


Alla prova dei fatti. Poi si giudicherà. Di Lucia Chessa.




Il governo che nasce ha il voto della maggioranza dei cittadini. Tra questi non ci sono io ma sono anzitutto interessata all’ affermazione del principio della sovranità popolare e dunque auguro, e soprattutto spero, un buon lavoro. D’altra parte, francamente, non mi unisco al giubilo generale, casomai ci sarà tempo per riconoscere se, e quanto, faranno bene o faranno male.

Non mi preoccupa affatto la presunta e continuamente richiamata incompetenza, il mondo è pieno di sedicenti competenti che fanno danni che paghiamo tutti, In Sardegna ne abbiamo grandi esempi. Non mi preoccupa neanche una forte volontà di ridiscutere i rapporti politici ed economici interni all’Europa, anzi, ritengo sia necessaria una loro profonda revisione.

Osserverò e aspetterò di vedere. Guarderò cosa faranno per limitare la precarietà alla quale si è condannato il lavoro, osserverò come cambieranno la legge elettorale e guarderò se il movimento 5 stelle terrà fede alla sua idea, in passato dichiarata più volte, di una legge elettorale proporzionale, con preferenze, rinunciando ai premi di maggioranza.

Vorrò vedere come riformeranno la legge Fornero eliminando la violenza di costringere al lavoro, in un’età in cui lavorare ancora è una fatica immane. Guarderò se la riforma fiscale, necessaria, sarà equilibrata o creerà diseguaglianze nuove. Controllerò se l’esigenza di sicurezza sarà conciliata con la salvaguardia di garanzie e di diritti individuali. Osserverò se vorranno davvero organizzare i rapporti tra lo stato, le regioni i comuni secondo modelli di equiordinazione come del resto prevede la nostra costituzione e se saranno in grado di superare gli attuali rapporti di subordinazione conciliando autonomia e solidarietà.

Sono certa, o almeno questa è la mia speranza, che sapranno intervenire seriamente sulla piaga della corruzione e del malaffare nella gestione dei soldi pubblici superando gli attuali inutili piani anticorruzione privi di qualunque efficacia e su questo, se così sarà, avranno tutto il mio apprezzamento. Spero siano in grado di intervenire sulla scuola e sul sistema educativo eliminando gli interventi di assoluto peggioramento operati negli ultimi anni, smettendo di risparmiare su istruzione educazione e conoscenza, diminuendo finalmente il numero di alunni per classe.

Vorrò vedere come interverranno sul sistema dell’ informazione e se l’Italia riuscirà a fare qualche passo avanti rispetto al suo 77° posto nella scala che misura la libertà di informazione, o se per caso, saremo capaci di fare ancora qualche passo indietro. Guarderò come gestiranno la catastrofe umanitaria che si accompagna all’immigrazione e se riusciranno a contenere le spinte razziste o daranno loro voce.

Per il resto, della bocciatura di confindustria ne farei quasi un titolo di merito, all’assalto della finanza padrona che fa salire e scendere lo spread ricorderei che prima viene la politica e solo dopo i loro favolosi e spesso sporchi affari. E poi magari, per ultimo, eviterei al posto dei militanti e dirigenti 5 stelle, levate di scudi indignate ad ogni dissenso, ad ogni richiesta di chiarimento, ad ogni obiezione.
Eravate il partito del fiato sul collo di chi governa e ne andavate, giustamente, fieri. Questa è per me la regola anche ora che governate voi. Un sincero buon lavoro.

Di Lucia Chessa

Rassegna stampa 25 Maggio 2018


Unione Sarda

Verso l'assemblea - Reggente Pd, dubbi renziani su Morittu

Soltanto una figura autorevole e super partes potrà mettere d'accordo tutte le tre correnti del Partito democratico. Infatti, si lavora per trovare un'eventuale alternativa a Pietro Morittu, indicato inizialmente per il ruolo di reggente. I renziani propongono una soluzione unitaria, maturata durante un incontro di ieri, coinvolgendo le altre due aree (Popolare-Riformista e soriani) nella scelta di un uomo che piaccia a tutti.

Se questa ipotesi dovesse svanire è probabile che si opti per un coordinamento di tre o sei persone, ambasciatori delle tre correnti, che lavorino per individuare, entro breve tempo, un traghettatore che guidi il partito sino al congresso, da celebrare in concomitanza con quello nazionale.

Senza un accordo, però, i tempi si accorciano e la celebrazione del congresso si terrà con largo anticipo. Oggi sarà un'altra giornata di trattative tra i pontieri, per capire se la strada del “super partes” possa essere praticabile soprattutto nella scelta del nome, visto che trovare una persona slegata dalle correnti non è una missione semplice. (m. s.)

Verso le elezioni regionali
Gli undici tavoli del programma: il M5S al lavoro

Nascerà dal lavoro di undici tavoli tematici il programma del Movimento 5 Stelle per le prossime Regionali. Un'iniziativa a cui possono partecipare tutti gli attivisti registrati sulle piattaforme del M5S: l'obiettivo è completare almeno la prima bozza del programma entro il 15 luglio. Per questo motivo il limite, per tutti coloro che vogliano prendere parte, è fissato al 3 giugno. I tavoli sono stati strutturati sulla falsariga degli assessorati regionali e adesso potranno contare anche sui referenti, di fatto tutti i parlamentari.

I TEMI Sono due i referenti del gruppo sui Trasporti: i deputati Nardo Marino e Andrea Mura. Il tavolo sul Lavoro, invece, è coordinato dalla senatrice Vittoria Bogo Deledda, mentre quello su Enti locali e finanze (tributi ed entrate ma anche demanio e patrimonio compresi le dismissioni militari) dal senatore Emiliano Fenu e dalla deputata Emanuela Corda. Un gruppo di lavoro si occuperà di Urbanistica, coordinato dal deputato Pino Cabras, mentre Mara Lapia sarà la referente di quello sulla Sanità. Alberto Manca e Luciano Cadeddu coordinano il tavolo Agricoltura, quello sugli Affari generali e riforma della Regione ha come punti di riferimento Mario Perantoni ed Elvira Evangelista.

Il senatore Ettore Licheri è stato assegnato a Programmazione, bilancio e lavori pubblici, mentre Gianni Marilotti seguirà quello della Pubblica istruzione, beni culturali, sport e spettacolo. La deputata Paola Deiana coordina il tavolo sull'Ambiente; Lucia Scano e Andrea Vallascas quello su Turismo, artigianato, commercio e industria. (m. s.)


LE CONSULTAZIONI.
Conte: «Ministri tutti politici» Salvini non rinuncia a Savona
Ancora incertezze sul nome del professore sardo per il Tesoro

ROMA I ministri saranno «tutti politici, come me». È l'annuncio di
Giuseppe Conte, al termine della sua prima giornata di lavoro come
premier incaricato. Alla Camera sono sfilate tutte le forze politiche,
favorevoli e contrarie al governo giallo-verde. Nessuna sorpresa, il
suo esecutivo si reggerà sui voti di Lega e Movimento 5Stelle
(compresi però alcuni eletti nelle liste pentastellate che non si sono
potuti iscrivere ai gruppi M5S). L'incognita riguarda la composizione
del Consiglio dei ministri, e il nodo principale resta Paolo Savona al
ministero dell'Economia, su cui Matteo Salvini non intende cedere.

BRACCIO DI FERRO Dal Quirinale è filtrata un'indicazione precisa: il
problema non sono i veti, ma i diktat imposti al capo dello Stato. Il
riferimento è chiaramente a Savona, fortissimamente sponsorizzato dal
leader leghista. Che infatti replica piccato: «Ma quali diktat».
Salvini non si capacita di «quali problemi ci potrebbero essere con
una personalità come Savona», che gode anche della fiducia del M5S.

Del resto i vertici del Movimento sanno che senza l'economista
cagliaritano salta anche la linea più soft in politica estera, con la
candidatura di Enzo Moavero Milanesi ai Rapporti con l'Ue che
traballa, minacciando come un pericoloso domino anche l'arrivo di
Giampiero Massolo alla Farnesina. Questo ennesimo impasse costringe,
di conseguenza, anche Conte a prendere altro tempo prima di sciogliere
la riserva con Mattarella.

vaglio del presidente
della Repubblica. Al termine delle consultazioni, Conte ha annunciato
pubblicamente di volersi concedere un'altra giornata piena di
riflessione, quella di oggi, in attesa che trovino una soluzione le
forze che sostengono la sua maggioranza.

Una maggioranza che sembra rimpinguata nei numeri, soprattutto al
Senato (dove arriva a 171 voti), dopo aver incassato il sostegno dei
parlamentari del Maie e degli ex M5S iscritti nel gruppo Misto dopo
essere stati coinvolti negli scandali sui rendiconti degli introiti
parlamentari.

Per risolvere il nodo-ministeri i Cinquestelle avrebbero
proposto di accorpare le deleghe Esteri e Rapporti con l'Ue e affidare
il super-ministero a Milanesi (gradito a Sergio Mattarella). E per il
Mef suggeriscono l'economista Luigi Zingales, anche se alla Lega viene
l'orticaria a sentir nominare personalità che sono state vicine a
Matteo Renzi (anche se Zingales ha rotto bruscamente i rapporti con
l'ex premier nel 2015).

VITTIME DELLE BANCHE Conte intanto lavora anche a definire meglio il
profilo del proprio governo, in linea con l'autodefinizione di
«avvocato difensore degli italiani» con cui si è presentato. Ieri,
dopo i partiti, ha incontrato una delegazione delle vittime delle
crisi bancarie recenti: «Chiedono il rispetto dei diritti e che il
loro risparmio venga tutelato», ha detto Conte prima di riceverli,
«dirò loro che la tutela dei risparmi sarà uno dei principali impegni
di questo governo del cambiamento: chi ha subìto truffe o raggiri sarà
risarcito».

Sempre per affrontare il dossier sugli istituti di credito, Conte
incontrerà stamattina il capo di Bankitalia, Ignazio Visco, criticato
dai pentastellati ma riconfermato dall'esecutivo uscente. E poi,
appunto, lavorerà per stilare una lista di «ministri politici, persone
che condividono obiettivi e programmi del governo del cambiamento e
che abbiano dato prova di poter adempiere alle funzioni pubbliche».

CON I PARTITI Arrivato in taxi alla Camera, come già il giorno prima,
Conte ha incontrato da mezzogiorno a dopo le 19 tutte le forze
politiche presenti in Parlamento per raccoglierne posizioni e idee.
L'ultima delegazione, con toni ben più amichevoli di tutta gli altri,
è stata quella M5S guidata da Luigi Di Maio. In mezzo, dichiarandosi
all'opposizione, si sono alternati gli esponenti di Pd e Forza Italia,
rappresentata questa direttamente da Silvio Berlusconi, che non ha
rilasciato dichiarazioni.

Si sono allineati all'opposizione anche pezzi minori del centrodestra,
come Noi con l'Italia e Fratelli d'Italia: Giorgia Meloni ha detto di
aver avuto «conferma del nostro timore, Conte ha detto di essere stato
designato dal M5S». Di fronte a un governo sbilanciato verso i
5Stelle, Meloni ha aperto solo su alcuni provvedimenti, come la Flat
Tax e un giro di vite sulla sicurezza.

La Nuova

Accolto con favore l'appello a un impegno maggiore verso i più deboli

Cattolici e crisi dell'isola
i politici: Becciu è una guida

di Silvia SannawSASSARILe sue parole non sono destinate a scivolare
via leggere come il vento. Al contrario lasciano un segno profondo in
chi, quei concetti, aspettava di sentirli pronunciare ad alta voce da
una voce alta. Monsignor Angelo Becciu, appena nominato cardinale dal
Papa Francesco, nell'intervista rilasciata alla Nuova ha parlato tanto
di Sardegna. Dell'isola che si spopola, dove la natalità è ai minimi
storici e la nascita di un bimbo, soprattutto nei paesi dell'interno,
è vissuta come un piccolo miracolo.

Il cardinale Becciu ha parlato di
servizi che arretrano, e della Chiesa che invece resiste, ultimo
presìdio nelle aree più svantaggiate. Ma non solo: il cardinale di
Pattada ha fatto un appello al mondo cattolico, ha chiesto che ci sia
un maggiore impegno nella politica, un nuovo impulso ai valori del
cattolicesimo che possono dare un contributo prezioso alla crescita e
al progresso della società. Le parole del cardinale Becciu raccolgono
consensi: via le bandiere politiche, il suo è un appello dal potere
fortemente unificante.Il messaggio di Becciu.

Dice Pietro Pittalis,
neo deputato di Forza Italia: «L'appello ai cattolici è importante e
non può cadere nel vuoto, costituisce uno stimolo per superare le
divisioni determinate dalle appartenenze partitiche, per difendere i
valori che sono alla base del mondo cattolico. Il richiamo del
cardinale Becciu - continua Pittalis - deve svegliare le coscienze di
chi è impegnato in politica e spesso si fa trascinare dalle polemiche.
In questo modo si dimentica il senso della nostra missione, che è
innanzitutto quello di aiutare i più deboli, le famiglie e i giovani».

Ed è vero anche quello che dice Becciu a proposito della Chiesa come
ultimo presìdio nei territori: «Le parrocchie svolgono spesso una
funzione pubblica di tipo sociale - dice Pittalis -. Pensiamo a quello
che fanno gli oratori, le associazioni cattoliche, gli instancabili
parroci dei paesi organizzatori di tante iniziative. Nei loro
confronti siamo tutti debitori».

Crisi di valori. Proprio da qui parte
Emiliano Deiana, il presidente regionale dell'Anci. Che definisce
«importanti» le parole di monsignor Becciu. « Non so se manchino i
cattolici in politica - dice - ma certamente mancano o si sono
indeboliti i valori del cattolicesimo sociale che hanno nel magistero
di Papa Francesco una guida sicura e innovativa: nella difesa dei
deboli, dei poveri, degli esclusi, dei migranti; l'enciclica Laudato
si' sull'ambiente, sulla svolta ecologica, sulla difesa della terra,
dell'aria, del mare.

Questo certamente manca nella politica anche in
Sardegna mentre si affermano populismi che mirano a creare un
conflitto fra le diverse forme di povertà. Mancano questi valori, un
nuovo umanesimo che li incarni in Sardegna e altrove».

Applausi a
Becciu anche per quanto detto a proposito delle politiche per la
famiglia. Il cardinale ha sollecitato azioni forti e coraggiose per
evitare la fuga dei giovani che per restare nei piccoli paesi chiedono
lavoro. «L'Anci Sardegna ha una convenzione attiva con la Regione
Sardegna e l'agenzia per la famiglia della Provincia autonoma di
Trento: l'obiettivo è quello di avere una legge organica sulla
famiglia: un asilo nido per ogni paese, sostegno alla natalità,
valorizzazione e promozione del lavoro femminile, educazione alla
genitorialità.

I figli e i giovani devono essere visti come
investimento per il futuro e come forma di salvezza per tutta la
Sardegna, per i paesi. Lo Stato - sottolinea Emiliano Deiana - ha
massacrato i comuni e le comunità sarde con tagli ai trasferimenti
pari a -74%; con tagli ai servizi di prossimità: in sicurezza, sanità
e connettività. L'anoressia demografica non è un fatto ineluttabile,
ma il prodotto di precise e livide scelte politiche che devono
terminare.

Ora la politica sarda deve mettere al primo posto della
propria agenda la salvezza della Sardegna che passa dalla salvezza dei
paesi: di Nughedu, di Bortigiadas, di Cheremule. Ecco perché -
conclude Deiana - le parole di monsignor Becciu sono uno stimolo nuovo
per tutti noi, per la politica, per i partiti che devono tornare nei
luoghi, nelle periferie, nei margini, per combattere le disuguaglianze
vecchie e nuove».Appello alla Chiesa.

Cattolico praticante,
l'adolescenza nell'azione cattolica, il sindaco di Bitti Giuseppe
Ciccolini, esponente del Pd, si specchia nelle parole del cardinale
Becciu. Sul ruolo della Chiesa nei territori, innanzitutto: «Noi siamo
il presidio statale, la parrocchia quello sociale. Abbiamo bisogno di
una Chiesa forte, per questo dispiace il calo della vocazioni».
Ciccolini fa l'esempio del suo paese: abbiamo due parrocchie e un
santuario, sino a poco tempo fa c'erano due parroci e altrettanti
viceparroci. Ora c'è un unico parroco che si occupa di tutto». Poi il
tema dei temi: la fuga dei cattolici dalla politica.

«È verissimo, si
sente l'assenza del mondo cattolico. Negli ultimi decenni si è creato
un divario, una distanza netta. È necessario chiedersi perché partendo
dalla Chiesa. Pensiamo - dice Ciccolini - al contributo che ha dato
nel formare la classe dirigente. Forse questo ruolo si è un po'
esaurito: io credo che la Chiesa debba recuperarlo, ricominciando a
formare uomini e donne che possano dare un contributo importante alla
politica.

Ma è fondamentale - sottolinea il sindaco - che anche nel
riconoscere i propri rappresentanti in politica la chiesa si ispiri a
valori alti, perché non sempre abbiano avuto buoni esempi. Se la
situazione muterà, anche i cattolici si riavvicineranno perché si
riconosceranno in quei valori, li sentiranno come propri e vorranno
dare il loro contributo»

Braccio di ferro con M5s-Lega che blindano Savona all'Economia.
Premier: «Ministri politici» L'ira di Mattarella: «No ai diktat»

L'entrata in società (politica) diGiuseppe Conte inizia come si
conviene, con una sfida. Ilcontratto di governo M5s-Lega in bella
mostra sulla scrivaniadel presidente incaricato nella Sala dei Busti
alla Camera dovesi svolgono le consultazioni con i partiti. La Bibbia
alla qualeil professore di diritto, neofita del Palazzo, deve rifarsi
e,secondo i critici, piegarsi. Su quelle fotocopie Conte
annotaosservazioni ascoltando leader e capigruppo che sfilano davantia
lui, fino a Salvini e Di Maio.

A tutti chiede un'opinione. Intanto,
conferma il reddito di cittadinanza e ammorbidisce i toni sul vincolo
di mandato per i parlamentari. Ma sopratutto la prima mossa
dell'avvocato foggiano è l' annuncio di iniziative per risarcire i
risparmiatori truffati dalle banche. «Queste persone hanno il diritto
di essere ascoltate dalle istituzioni, chiedono il rispetto dei loro
diritti e che il loro risparmio venga tutelato, essendo frutto spesso
di sacrifici. Questa tutela sarà uno dei principali impegni di questo
governo del cambiamento.

Chi ha subito truffe o raggiri
saràrisarcito», dice parlando ai giornalisti prima di incontrare
proprio una delegazione dell'associazione delle «vittime delle banche»
alla fine della lunga giornata di consultazioni con i gruppi
parlamentari. Tutti lo hanno trovato gentile e pacato, non più
emozionatocome mercoledì sera al Quirinale. «Ringrazia sempre»,
raccontano, ad alcuni chiede di dargli del tu, affiancato da due
collaboratori che prendono appunti. Rimarca di essere espressione del
M5s.

Zedda e Deiana a confronto sull'alleanza tra paesi e città
SASSARI
Domenica, per la settantacinquesima volta, i sassaresi scioglieranno
il voto istituito dall'allora arcivescovo Arcangelo Mazzotti alla loro
amatissima Madonnina delle Grazie, rinnovando l'atto di consacrazione
della città alla Beata Vergine Patrona. La processione solenne partirà
alle 19 dal Duomo, arrivando al Santuario di San Pietro di Silki,
passando per corso Vittorio Emanuele, via Brigata Sassari, l'Emiciclo
Garibaldi e viale Italia. In via Brigata Sassari, tra via Enrico Costa
e l'Emiciclo Garibaldi, una prima breve sosta con il lancio del
classico tappeto di petali di rose.

Al corteo parteciperanno tutte le
parrocchie cittadine, gli ordini religiosi e le associazioni
cattoliche, oltre agli scout, le arciconfraternite, i Cavalieri e le
Dame del Santo Sepolcro e tutti i Gremi cittadini (i Massai subito
davanti il simulacro della Madonna delle Grazie, loro patrona). Due
invece le soste con preghiera e benedizione, anche queste entrate
ormai nella tradizione, una al Policlinico e l'altra all'Ospedale
Civile, all'ingresso di via De Nicola.Quella di quest'anno si annuncia
come un'edizione speciale per più di un motivo.

É la prima del nuovo
arcivescovo Saba, la settantacinquesima dal voto di monsignor
Mazzotti, ma anche la cinquantesima volta che il corpo dei vigili del
fuoco porta a spalle per gli oltre tre chilometri di percorso l'amata
statua della Madonnina.SASSARIQuesto pomeriggio alle 18 al salone
della parrocchia di Mater Ecclesiae prende vita il circolo "Giuseppe
Dossetti - Sassari".

Promosso da un nucleo composito di amministratori
locali, operatori sociali, culturali e sindacali provenienti da
esperienze associative dell'area del cattolicesimo democratico e
sociale che intendono coltivare la pratica dell'incontro e del
confronto intorno alle questioni dell'attualità politica, economica e
sociale. Il tema d'esordio sarà "L'alternanza fra paesi e città per un
nuovo civismo".

Dopo l'introduzione ai lavori da parte del
coordinatore del circolo Simone Campus, ci sarà il saluto del vescovo
monsignor Gian Franco Saba e del sindaco Nicola Sanna, a seguire una
batteria di interventi da parte di testimoni qualificati sul tema del
civismo democratico. Il sindaco di Tergu Gianfranco Satta, animatore
instancabile di sviluppo rurale, la docente di diritto pubblico Carla
Bassu, la candidata alla segreteria Dem della Sardegna Dolores Lai e
la consigliera comunale di Alghero Giusy Piccone, esperta di
formazione professionale, proveranno a spiegare come i semplici
cittadini possano, con spirito generativo, provare a cambiare in
positivo la realtà che li circonda e migliorare le condizioni di vita
nelle proprie comunità di appartenenza fuori da schemi ideologici
preconfezionati.

Dopo queste prime quattro testimonianze - che
offriranno materia di discussione al dibattito - il giornalista
Michele Spanu coordinerà la tavola rotonda tra Emiliano Deiana,
presidente dell'Anci Sardegna, costantemente impegnato nel promuovere
il dibattito politico e considerato l'ideologo del nascituro "partito
dei sindaci" in vista delle regionali sarde, Massimo Zedda, sindaco di
Cagliari, considerato da molti il probabile leader del centrosinistra
a livello nazionale, e Paolo Ciani, membro della Comunità di
Sant'Egidio dal 1984, esperto di politiche sociali, dialogo
interculturale, minoranze e dialogo interreligioso, oggi consigliere
regionale nel Lazio con "Centro solidale", una lista civica di
ispirazione sturziana che ha dato un grosso contributo all'elezione di
Nicola Zingaretti alla presidenza della regione, contribuendo a creare
un caso politico là dove a livello nazionale il centrosinistra
sprofondava nelle urne. La scelta di voler intercettare i temi più
vivaci del dibattito politico vuole caratterizzare da subito
l'attività del circolo Dossetti di Sassari che opera sotto traccia da
quasi 5 anni, ma che non è riuscito, fin qui, a decollare pienamente.

Con questa prima uscita si vuole inaugurare una nuova stagione di
dibattiti all'insegna della dottrina sociale della chiesa rivolta non
solo ai battezzati, ma a tutti i "gentili" di buona volontà sul solco
dell'insegnamento milanese del cardinale Carlo Maria Martini. Da
ottobre infatti il circolo promuoverà un corso di formazione politica
rivolto ai più giovani con un focus tutto dedicato al lavoro come
raccomandato dai vescovi nel corso della settimana sociale dei
cattolici italiani a Cagliari


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Federico Marini
skype: federico1970ca