martedì 11 luglio 2017

Comunicato di Libe.r.u.sulla morte del presidente di Meris, Doddore Meloni.


Libe.r.u. stigmatizza e denuncia la gravissima responsabilità dello Stato italiano nella morte del presidente di Meris, Doddore Meloni. Quanto accaduto ha avuto sin dalle fasi iniziali i connotati di un accanimento giudiziario nei confronti di una persona che, avendo anche una età avanzata, è stata costretta, come purtroppo centinaia di altre persone anziane nelle carceri italiane, a subire un regime detentivo assolutamente non necessario e piuttosto raro in base al reato per cui era stato condannato.

Evidentemente per Meloni è stato usato un peso e una misura ben diversa da quella che si usa abitualmente nei confronti delle migliaia di evasori, anche multimilionari, che in Italia vedono il carcere molto raramente. La vicenda legata allo sciopero della fame, portato avanti fino alla morte, mette a nudo un atteggiamento da parte del Ministero, dell’autorità giudiziaria, dell’amministrazione penitenziaria e dei responsabili sanitari che ha pochi riscontri in Paesi che si possono definire civili.

Di fronte alle reiterate richieste da parte dell’ avvocato di Meloni per la concessione degli arresti domiciliari dovuti al suo stato di salute in continuo peggioramento, le risposte sono state quelle di un ferreo e continuo rifiuto, con un continuo rimpallo di responsabilità burocratiche, fino alle vicende più eclatanti: in occasione del primo ricovero Meloni venne fatto oggetto, da parte di personale medico, di scherno e derisione per una supposta finzione da parte sua sulla gravità delle sue condizioni, per essere poi rimandato in carcere in quanto le sue condizioni vennero ritenute idonee al regime carcerario.

Il 20 giugno, infine, una nuova risposta del magistrato di sorveglianza riteneva, in base a parere medico, che non dovessero essergli assegnati gli arresti domiciliari in quanto le sue condizioni di salute continuavano ad essere compatibili col regime carcerario. A questa situazione di assoluta chiusura si affianca la sordità del Ministero davanti ad interrogazioni parlamentari inerenti il pericolo di vita del detenuto.

Dopo una decina di giorni dalla attestazione di idoneità al regime carcerario da parte di magistrati e medici, Meloni entrava in coma e, ormai tardivamente ricoverato, moriva. Libe.r.u. ritiene la morte di Meloni un omicidio di Stato, una palese violazione dei diritti essenziali del detenuto e una manifesta violazione dei diritti umani. La barbara uccisione di Meloni, che purtroppo si inserisce in un quadro generale di violenza e violazione dei diritti tipico delle carceri italiane, dimostra che lo Stato italiano non è e non può essere considerato un Paese civile, dimostra che vige un sistema di diseguaglianza e di soprusi che tratta in maniera ben diversa i cittadini anche in barba alle stesse leggi italiane e al diritto internazionale.

Libe.r.u. chiede che venga fatta piena luce sulle pesanti responsabilità delle diverse istituzioni sulla vicenda che ha portato alla morte di Meloni, affinché gli venga resa giustizia e affinché fatti come questo non si ripetano mai più.


Libe.r.u. – Lìberos Rispetados Uguales

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