giovedì 16 novembre 2017

Rassegna stampa 11 Novembre 2017

La Nuova

Nel pacchetto: continuità territoriale, indennizzi per il maltempo, stabilizzazione per i militari Decreto fiscale: 100 milioni per la Sardegna

I sardi fanno squadra e portano a casa cinque ottime notizie per l'isola che valgono circa 100 milioni di euro. Merito di tre emendamenti e di due ordini del giorno inseriti nel decreto fiscale che oggi riceverà il via libera in Senato. Relatore del provvedimento Silvio Lai del Pd, l'ok alle norme è arrivato grazie al lavoro sinergico con Luciano Uras e Roberto Capelli di Campo progressista e i colleghi Pd Ignazio Angioni e Giuseppe Luigi Cucca.

Questi i risultati messi in cassaforte per l'isola: il diritto alla continuità territoriale, l'indennizzo per le aziende agro pastorali interessate da eventi climatici avversi nel corso del 2017, la stabilizzazione dei lavoratori civili in basi militari Nato, detrazioni fiscali per gli affitti agli studenti universitari, e infine il riutilizzo di 55 milioni di fondi nazionali attribuiti alla Sardegna e destinati alla
sanità.

Nel dettaglio, l'emendamento sulla continuità territoriale prevede che i vettori che subentrano nella gestione delle rotte ne garantiscano la prosecuzione - ed ecco la novità - anche nelle more della conclusione della gara. È un paracadute per non precipitare a causa delle turbolenze di Alitalia e dell'attuale proroga in atto dagli scali sardi di Alghero e Cagliari.

Per quanto riguarda i fondi per gli agricoltori, sono in arrivo 25 milioni di euro (10 nel 2017 e 15 nel 2018) per quelli che hanno subìto danni a causa della siccità: l'aspetto più significativo è che questi fondi seguiranno la stessa procedura snella e veloce degli stanziamenti per il post terremoto. La terza novità riguarda i dipendenti di organismi militari che siano stati licenziati in seguito a processi di riorganizzazione o chiusure: nell'isola è il caso della base di Decimomannu. Nel decreto viene stabilito che gli ex dipendenti siano rientegrati nelle pubbliche amministrazioni.

C'è poi un argomento molto sentito dagli studenti universitari fuori sede. Grazie all'emendamento presentato dalla senatrice Raffaella Bellot (Fare!) sarà allargata la platea di beneficiari per gli affitti. Sinora la legge prevedeva che la detrazione venisse garantita solo agli studenti extra provincia e residenti almeno a 100 chilometri dalla sede dell'Ateneo. L'emendamento riduce a 50 i chilometri per le zone montane e o disagiate ed elimina il limite della provincia. In Sardegna a sorridere saranno soprattutto i ragazzi galluresi che studiano a Sassari e venivano tagliati fuori dalla precedente normativa.

Ecco infine l'argomento sanità. La Sardegna grazie alle novità introdotte potrà riutilizzare 55 milioni di fondi nazionali attribuiti all'isola e non utilizzati, da disimpegnare per coprire i debiti pregressi maturati, senza accendere ulteriori mutui e adottando una spending review.

Grande soddisfazione per il risultato ottenuto dai parlamentari sardi è stata espressa dal senatore e segretario regionale Pd Giuseppe Luigi Cucca, così come dai senatori Lai e Uras: «È un esempio di cosa si possa fare per la Sardegna se si intensifica il lavoro comune nell'ambito di un grande schieramento democratico, progressista autonomista e identitario».

Gentiloni dice con orgoglio: «In Europa non siamo più il fanalino di
coda, il Paese è tornato a crescere ed è un'opportunità»
L'agenzia di rating Standard & Poor's: «L'economia italiana è in
ripresa, ma dopo sei anni di stagnazione la strada è lunga»
L'Europa incalza Roma sul debito
Padoan è ottimista: «Presto scenderà»

ROMAEquo compenso per tutti i professionisti, non solo gli avvocati.
Ma anche stretta sul reato di stalking, bollette di tlc e pay tv che
tornano mensili e un pacchetto sisma che rafforza gli interventi non
solo per il Centro Italia ma anche per Ischia e per i territori
colpiti in passato. Sono solo alcune delle novità inserite nel
passaggio in Senato del decreto fiscale collegato alla manovra che
dovrebbe ottenere giovedì il primo via libera, con la fiducia, per
andare poi alla Camera. Un secondo passaggio che lo stesso relatore,
Silvio Lai, preannuncia «blindato», anche se a Montecitorio si
registra un pressing per poter intervenire anche sul decreto, e non
solo sulla manovra, tanto che la commissione Bilancio ha già stilato
un programma serrato promettendo di chiudere entro il 1 dicembre.

Fra le novità principali, la cannabis per la terapia antidolore a carico
del Servizio sanitario nazionale, con uno stanziamento di altri 2,3
milioni. La produzione inoltre viene estesa ad altri enti e imprese,
secondo le procedure già previste per lo stabilimento militare di
Firenze. E poi lo stop alle bollette a 28 giorni: la fatturazione
diventa obbligatoriamente mensile per telefoni e pay-tv, con
l'esclusione di promozioni non rinnovabili o inferiori al mese. Gli
operatori avranno 4 mesi per adeguarsi. Arriva l'equo compenso per
tutti, ossia viene esteso a tutti i professionisti, anche se non
appartenenti ad un ordine, il riconoscimento economico «proporzionato»
al lavoro svolto.

Un principio che anche la P.a. è tenuta a
riconoscere. Per quanto riguarda i lavoratori frontalieri o chi ha
lavorato all'estero spostando anche la residenza, potranno sanare
depositi rimasti all'estero, compresi gli introiti della vendita degli
immobili, versando il 3% forfait. Quanto al pacchetto sisma, le rate
dei mutui su prime case e attività produttive, inagibili o distrutte,
inserite nelle zone rosse dei Comuni del Centro Italia colpiti dal
sisma del 2016 saranno sospese fino al 2020. Per sanare situazioni
limite degli sfollati, l'attività edilizia libera è consentita agli
immobili costruiti senza titolo abilitativo eliminando l'obbligo di
rimozione entro 90 giorni. Nella voce scuola, i ragazzi con meno di 14
anni potranno tornare a casa autonomamente, previa autorizzazione dei
genitori che esonera gli istituti dalla responsabilità «connessa
all'obbligo di vigilanza». E poi arrivano le semplificazioni per le
scuole, che non dovranno più verificare la regolarità delle
vaccinazioni.

ROMA. Il vero problema dell'Italia era e resta il debito.
Il giorno dopo l'affondo del vicepresidente della Commissione europea
Jyrki Katainen, da Bruxelles si smorzano i toni e si precisa che è
vero che la crescita italiana si sta rafforzando ma che rimane la
«persistente» sfida del debito pubblico. E mentre il premier Paolo
Gentiloni con orgoglio sottolinea che Roma non rappresenta più «il
fanalino di coda» in Europa per il ritmo di aumento del suo prodotto
interno lordo, a difendere l'operato del governo anche sul fronte del
debito è il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ribadendo
ancora una volta che proprio grazie alla crescita ci sarà un «deciso»
calo del debito. A riconoscere che l'economia italiana «sta mostrando
positivi segnali di ripresa» è anche l'agenzia di rating Standard &
Poor's che in un rapporto sull'andamento dei conti del nostro Paese
sottolinea però che «dopo sei anni di stagnazione il processo di
recupero sarà probabilmente lungo».

L'agenzia statunitense ricorda
l'accelerazione della crescita nel secondo trimestre, con il Pil reale
in aumento dell'1,5% quest'anno.. Fra i fattori positivi la crescita
«degli investimenti grazie agli incentivi fiscali» ed al miglioramento
delle condizioni del credito, con la soluzione della crisi di Mps e
delle banche venete. Molto da fare resta però sulla «produttività del
lavoro», che anche nel 2016 ha segnato un calo, come certificato
dall'Istat, dell'1%.Se su questo versante l'Italia, secondo i dati
dell'istituto di statistica, rimane «fanalino di coda» in Europa negli
ultimi due decenni, tra il 1995 ed il 2016, così non è per il Pil,
come dice il premier forte dei numeri sul terzo trimestre: «Dobbiamo
essere più consapevoli - ha puntualizzato Gentiloni - che la sostanza
del discorso non sono le cifre, ma è capire che il Paese s'è rimesso a
crescere, anche se questa crescita non ha risanato le cicatrici della crisi.

Non è la soluzione ma un'opportunità, dice alle classi
dirigenti che offre una possibilità». Una risposta indiretta a
Katainen, che aveva invece invitato a dire «la verità» agli italiani
sui conti pubblici, suscitando le ire del commissario alla spending
review, Yoram Gutgeld: «La critica costruttiva è sempre benvenuta.
Accuse ignoranti da parte di questo campione del rigore sono
patetiche», ha tuonato su Twitter dopo aver ricordato i dati negativi
della Finlandia sul fronte dei conti pubblici sotto il governo guidato
proprio da Katainen.

La soluzione di compromesso individuata dal
collegio dei commissari europei dovrebbe portare la prossima settimana
a una promozione ma con riserva, come lo scorso anno, del progetto di
Bilancio, accompagnata da una nuova lettera che chiederà maggiori
informazioni, dettaglierà l'ampiezza dello scostamento (oggetto del
contendere tra Roma e Bruxelles) e potrebbe anche quantificare la
cifra della correzione da fare entro la primavera. A maggio poi la
Commissione preparerà un altro rapporto sul debito (il cosiddetto
126.3), dove valuterà se gli obiettivi di riduzione del deficit
strutturale, e quindi la «regola del debito», sono rispettati.

Secondo il Consiglio delle autonomie locali le risorse sarebbero insufficienti
Finanziaria, protestano i Comuni

CAGLIARIIl Consiglio delle autonomie locali ha detto la sua sulla
Finanziaria regionale 2018. In gran parte può essere promossa, meno
che su un punto: «Le risorse per i Comuni sono insufficienti e
sopratutto l'aumento delle entrate non porterà anche a un incremento
automatico del Fondo unico, come sarebbe dovuto essere in base agli
accordi, che invece rimarrà bloccato sui 600 milioni». È tutto scritto
nel parere che il Cal consegnerà in questi giorni alla commissione
bilancio del Consiglio regionale prima dell'ingresso della Manovra in
aula. «Sull'istruzione - scrive l'organismo presieduto dal sindaco di
Nuoro Andrea Soddu - cominciamo a vedersi gli effetti positivi grazie
al progetto Iscol@.

 Sul sociale deve aumentare l'attenzione anche
finanziaria sul reddito d'inclusione sociale, il Reis, atteso dalle
comunità, insieme a quello nazionale, per rendere meno pesante
l'effetto della crisi sulle classi sociali più deboli». Poi
l'agricoltura: «Oltre alla pastorizia, che ha avuto già i suoi
contributi, la Finanziaria dovrà garantire anche il sostegno agli
altri settori, colpiti anche loro dalla siccità e da diverse calamità
naturali».Per poi ritornare sul caso critico: i trasferimenti agli
enti locali. Secondo il Cal: «Su questo punto il giudizio è sospeso,
perché non è stata presa nella giusta considerazione l'emergenza
finanziaria dei Comuni, soprattutto di quelli più piccoli,
all'indomani dei continui tagli decisi dallo Stato». E infatti a
preoccupare i sindaci sono «le evidenti difficoltà di cassa delle
Province, non hanno i soldi neanche per le manutenzioni ordinarie, con
le strade interne ormai in condizioni sempre peggiori e non più
sopportabili. Anche le Unioni dei Comuni - conclude il Cal - non hanno
le risorse per decollare e in più sono bloccate anche le assunzioni».
La conclusione del Consiglio delle autonomie è secca: «Chiediamo al
Consiglio regionale di accogliere i nostri suggerimenti e soprattutto
quelli sulle difficoltà finanziarie in cui da troppo tempo si
dibattono i Comuni».

Legge sulla parità di genere Ganau: «Nessun trucco»
politica regionale. CAGLIARI

Il giuramento è solenne e lo è da qualunque parte arrivi: martedì la
leggina sulla doppia preferenza di genere sarà approvata dal Consiglio
regionale. Perché «l'ultimo stop, quello di 48 ore fa, era legato solo
a una questione tecnica sulla presentazione delle liste negli otto
collegi provinciali, ma la volontà di tutti i partiti è chiara: donne
e uomini dal 2019 avranno pari opportunità nelle elezioni regionali».
Dal Pd a Forza Italia, dal Pds all'Udc: non c'è partito che non metta
le mani avanti, per evitare che cresca il sospetto. Quale? Questo: che
dopo lo sciagurato voto segreto del 2013, anche questa volta la
riforma cada nel vuoto. «Non ci saranno altre sorprese e neanche
trucchi», ha ribadito il presidente del Consiglio regionale Gianfranco
Ganau, per poi aggiungere: «Sono molto fiducioso.

L'ultimo ostacolo
sarà superato e martedì ci sarà il voto decisivo favorevole». Oggi la
commissione autonomia, presieduta da Francesco Agus, Campo
progressista, correggerà l'emendamento della discordia. È quello che,
nell'ultima seduta, ha diviso la maggioranza e riguarda il numero di
candidati da presentare in ogni collegio. Dovrà essere per forza pari,
è l'unico modo per garantire una perfetta parità di genere, ma in sei
collegi su otto quel numero è invece dispari. In più c'è il caso
Ogliastra: finora i candidati sono due per ogni lista, c'è l'ipotesi
di portarli a quattro e aumentare così la partecipazione al voto.
Ipotesi però contrastata da chi sostiene: gonfiare troppo un collegio
rischia di avvantaggiarlo quando, con i resti, saranno assegnati i
seggi non ottenuti dai partiti col quoziente pieno. Una simulazione
avrebbe escluso il pericolo e, a questo punto, secondo Agus,
«troveremo di sicuro la soluzione entro questa settimana».

A sollecitarla, con una lettera aperta ai consiglieri, è il
Coordinamento 3, una delle tre associazioni - le altre sono Meglio in
due ed Heminas - che da sempre si battono per la doppia preferenza di
genere. «Non saranno ammessi altri rinvii per qualunque motivo», è il
senso dell'appello.Nuova legge. C'è chi però va oltre la doppia
preferenza di genere, perché «questa legge elettorale si trascina
dietro anche molti altri errori». A sostenerlo è il comitato Costat,
guidato da Andrea Pubusa, che nella campagna referendaria di dicembre
era sceso in campo in difesa della Costituzione e a favore del No. La
sua ipotesi di riforma l'ha consegnata al presidente del Consiglio
regionale. La sintesi è questa: non dovrà più esserci l'elezione
diretta del governatore,

il sistema elettorale dovrà essere
proporzionale e «senza più l'assurdità del premio di maggioranza».
Dovrà poi essere garantita «la massima rappresentatività di partiti,
territori e dei due generi senza alcuna discriminazione, ma senza
neanche bisogno di correttivi studiati a tavolino». Secondo Costat,
«il peso del voto di ciascun elettore dovrà essere uguale a quello
degli altri, e a scegliere il governatore dovrà essere di nuovo il
Consiglio regionale, perché non esiste una legge perfetta che possa
garantire a priori la governabilità». E soprattutto - è scritto nel
documento del comitato - «non può essere solo il via libera alla
doppia preferenza di genere a cambiare la natura truffaldina della
legge attuale che ha provocato solo danni».

Perché «a suo tempo è
stata pensata, anche con le soglie sbarramento che non dovranno più
esserci, per danneggiare qualche partito avversario, mentre la nuova
dovrà garantire il massimo della volontà di tutto il corpo
elettorale». Al termine dell'incontro Gianfranco Ganau ha detto: «Ben
vengano i contributi e le proposte. All'esame della commissione
autonomia ci sono diverse ipotesi di riforma elettorale e ora c'è
anche quella del Comitato in difesa della Costituzione».


Unione Sarda

SENATO. Aerei, piano per la continuità Via libera in commissione, sì ai fondi per stabilizzare gli ex lavoratori delle basi sarde
Decreto fiscale: danni alle aziende agricole, ci sono 25 milioni

Rotte aeree garantite fino al via libera alla nuova continuità
territoriale, altri 25 milioni di euro per gli indennizzi alle aziende
agro pastorali interessate da eventi climatici avversi nel corso del
2017, stabilizzazione dei lavoratori civili delle basi militari.
È quanto previsto da tre emendamenti e due ordini del giorno
esplicativi al dl Fiscale, collegato alla manovra, che sono stati
approvati ieri in commissione bilancio al Senato su iniziativa dei
parlamentari sardi di Campo Progressista Sardegna Luciano Uras e
Roberto Capelli e di colleghi del Pd Ignazio Angioni e Giuseppe Cucca
supportati da Silvio Lai.

AEREI GARANTITI Una delle novità più attese riguarda la Continuità
territoriale: sarà garantita anche nella fase di amministrazione
straordinaria e in caso di cessione di Alitalia. La norma approvata
prevede che «chi dovesse subentrare, anche in presenza di proroghe
della CT1, alla ex compagnia di bandiera dovrà assicurare la
prosecuzione delle rotte alle medesime condizioni dei contratti con
oneri di servizio pubblico attualmente in essere, fino alla
conclusione della gara per l'assegnazione del medesimo servizio».

FONDI PER L'AGRICOLTURA Un'altra misura attesa riguarda gli indennizzi
alle aziende agropastorali danneggiate dagli eventi climatici avversi
nel corso del 2017: il governo metterà a disposizione altri 25 milioni
di euro «in forma di indennizzo, e attraverso procedure snelle con il
corredo documentale richiesto per i risarcimenti e non quello più
complesso preteso per gli aiuti». Fondi che integrano le risorse già
stanziate dalla Regione nei giorni scorsi.

LAVORATORI DELLE BASI Il terzo provvedimento, approvato anche col
sostegno di Emilio Floris di Forza Italia, riguarda i fondi (due
milioni) per la stabilizzazione dei lavoratori civili delle basi
militari sarde che hanno perso il lavoro negli ultimi anni a causa
della chiusura totale o parziale dei siti. È il caso, tra tutti, della
cittadella di Decimomannu. Il personale sarà integrato nella pubblica
amministrazione. «Questo è il risultato di un ottimo lavoro sinergico
tra Campo Progressista Sardegna e Partito Democratico», ha commentato
Luciano Uras, «un importante primo passo per aiutare insieme un'Isola
troppa spesso dimenticata nell'ambito dei problemi sociali ed
economici».

«OGGI L'APPROVAZIONE» L'approvazione in Senato - garantiscono i
promotori - avverrà oggi e alla Camera nei prossimi giorni. «Un
esempio di cosa si possa fare per la Sardegna se si intensifica il
lavoro comune nell'ambito di un grande schieramento democratico,
progressista autonomista ed identitario», ha aggiunto Silvio Lai.
IL COMMENTO «Apprendo con estrema soddisfazione l'approvazione
dell'emendamento dei Senatori Angioni, Uras e Floris che finanzia con
ulteriori 2 milioni di euro all'anno dal 2018 la legge 98/71 per
l'assunzione nelle pubbliche amministrazioni dei cittadini italiani
che hanno prestato servizio in organismi militari della Nato», è il
commento del delegato del Cocer Interforze Antonsergio Belfiori.
«Finalmente i 58 lavoratori ex dipendenti della Luftwaffe tedesca
dell'aeroporto di Decimomannu potranno trovare una valida soluzione
lavorativa grazie alle nuove coperture finanziarie.

Una battaglia sociale a sostegno dei lavoratori sempre sostenuta da
Cocer e sindacati fin dal 2014. Obiettivo raggiunto», aggiunge
Belfiori, «con l'impegno del ministro della Difesa e dei senatori
firmatari dell'emendamento.
Sono convinto», conclude il delegato Cocer Interforze, «che la
Sardegna non può permettersi di perdere un solo posto di lavoro e che
il comparto della Difesa, piaccia o no, rappresenta una quota
considerevole di economia locale attualmente insostituibile».


Doppia preferenza, martedì nuovo tentativo
Ganau: «Sono fiducioso». Le associazioni: rinvio assurdo

Nessun tranello, lo stralcio ritornerà in Aula martedì per ottenere il
via libera. Il giorno dopo “l'occasione mancata” i consiglieri
regionali ci tengono ad allontanare l'ombra del sospetto: il rinvio è
solo frutto dell'esigenza di approfondire i dettagli tecnici di un
emendamento sul quale è mancato l'accordo. Lo dice anche il presidente
Gianfranco Ganau: «Mi pare che la volontà sia quella di chiudere sulla
parità di genere, resto fiducioso, d'altronde le dichiarazioni sono
state esplicite in questo senso e spero che non ci saranno scherzi».

Ma le donne dei comitati che avant'ieri hanno riempito la tribuna del
Consiglio regionale, insistono: si poteva comunque votare la legge non
emendata. Lo hanno ribadito anche ieri Carla Medau, Rita Corda, Rita
Mameli, Simonetta Corongiu e Carla Puligheddu del Coordinamento
3-Donne di Sardegna: «La norma sulla doppia preferenza di genere
doveva venire prima di qualsiasi altro correttivo alla legge
elettorale». Ma «vogliamo pensare che per un “eccesso di generosità” i
proponenti l'impresentabile emendamento abbiano trascurato di fare i
conti con i territori e con il relativo numero di seggi attribuiti».

L'approfondimento tecnico sulla proposta di modifica che prevede un
numero di candidati pari anche in circoscrizioni con seggi dispari
inizierà oggi alle 11 in commissione Autonomia. Dove - precisa il
presidente del parlamentino - Francesco Agus (Campo Progressista) «non
è rientrata la legge, ma solo l'emendamento in questione, lavoreremo
per capire quali effetti potrà avere il suo contenuto sul risultato
complessivo dell'elezione: le due possibili distorsioni riguardano le
circoscrizioni del Medio Campidano e dell'Ogliastra». Una soluzione
potrebbe arrivare già oggi, in ogni caso non è escluso un giro di
consultazioni del numero uno della commissione Autonomia con i
capigruppo, prima del ritorno in Aula e per verificare che sia stato
raggiunto effettivamente un accordo. Rassicurazioni arrivano anche dal
capogruppo del Pd, Pietro Cocco: «Nessuna furbizia, che si voti a
favore dell'introduzione della doppia preferenza di genere è ormai un
dato acquisito».

Intanto prende sempre più corpo l'idea di modificare tutto l'impianto
della statutaria. Ieri il comitato d'iniziativa costituzionale e
statutaria, guidato dal docente di diritto amministrativo Andrea
Pubusa, ha presentato a Ganau i principi guida per una nuova legge
elettorale proporzionale, che garantisca l'uguaglianza nel voto, la
giusta rappresentanza di partiti e movimenti e la parità di
rappresentanza di uomini e donne.
Roberto Murgia

No al patto col Pd - Porta in faccia a Fassino da Mdp e Civati
ROMA Parte in salita l'esplorazione di Piero Fassino, incaricato dalla
Direzione Pd di sondare i partiti a sinistra per costruire una
coalizione.

Ieri l'ex segretario dei Ds ha incontrato Riccardo Nencini del Psi,
Ignazio Messina di Italia dei valori e Andrea Olivero di Democrazia
solidale, e da tutti ha «ricevuto piena disponibilità a lavorare
insieme per quell'obiettivo», e questo suona positivo. Però il primo
segnale di peso arriva dagli scissionisti di Mdp, e non è certo
un'apertura. «Non mi appassiono mica a questa storia qui, questo è
teatro. Tutti dicono “uniti, uniti”. Io sono il più unitario di tutti,
ma uniti si vince o cambiando si vince? In questi anni uniti si è
perso perché c'è stata una frattura profonda» ha detto ieri a “8 e
1/2” Pier Luigi Bersani.

Poi Fassino si è sentito rispondere da D'Alema di non contattare non
lui ma Roberto Speranza, che è il coordinatore del partito, ma per
quanto riguarda lui «la linea di Mdp è già stata decisa». Un no secco
infine anche dal leader di Possibile Pippo Civati: «Penso che Fassino
lo sappia, per me la risposta è no. Io sono uscito dal Pd perché non
ne condividevo le politiche».

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Federico Marini

skype: federico1970ca

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